Il 21 ottobre Anthropic ha aperto la research preview di Claude Duet, un'app in cui Claude lavora come agente proattivo: ti segnala quello che richiede attenzione, svolge i compiti che gli dai, continua a lavorare quando non ci sei e chiede prima di agire a tuo nome. È pensata per professionisti e titolari di piccole imprese. La domanda utile per chi ha un'azienda non è se Duet sia bello. È cosa controllare prima di lasciare che un agente, questo o un altro, faccia cose al posto tuo. L'annuncio, letto bene, risponde a buona parte della domanda.
Cosa dice l'annuncio
Riporto solo quello che c'è scritto nella pagina ufficiale del 21 ottobre 2026:
- è un'app per iOS e Android, ed è anche su claude.ai; per ora si entra da una lista d'attesa, solo con abbonamento Pro o Max e solo negli Stati Uniti;
- ogni mattina manda un breve riepilogo delle cose importanti nelle app collegate, poi controlla gli account ogni qualche ora e scrive solo quando serve;
- ha una macchina virtuale con il suo browser, quindi lavora anche con il telefono e il portatile spenti;
- legge, scrive bozze e prepara il lavoro da solo, ma prima di inviare un messaggio, fare un pagamento, firmare un documento o cancellare qualcosa ti mostra cosa sta per fare e aspetta l'approvazione;
- alcune cose non le fa nemmeno con la tua approvazione, per esempio comprare titoli o spostare soldi fra conti;
- gestisce le credenziali con lo stesso schema di Claude Managed Agents: password e token di accesso non li vede mai.
Anthropic stessa scrive che è una versione iniziale, che può fraintendere una conversazione o sbagliare a giudicare cosa è urgente, e che non può ancora mostrarti il suo browser.
Il confine giusto: cosa si può annullare
Guardate la lista delle azioni per cui Duet si ferma: inviare, pagare, firmare, cancellare. Non sono le azioni "importanti". Sono quelle che non si possono annullare. Una bozza sbagliata si butta, una mail inviata no; un preventivo preparato male si corregge, un bonifico partito no.
È il criterio giusto, e vale per qualunque agente, comprato o costruito. Se un fornitore vi propone un'automazione con l'AI, la prima domanda da fargli è: quali azioni fa da solo e quali si fermano ad aspettare me? Se la risposta è vaga, il problema non è il modello.
Tre scelte di Duet da pretendere ovunque
Le credenziali non arrivano all'agente. In Duet l'agente non vede mai password e token. Una regola del tipo "non mostrare la password" la deve rispettare il modello; un'architettura in cui la password non arriva al modello non dipende da lui. La seconda è più solida.
Alcune cose sono vietate e basta. Duet ha azioni che non fa nemmeno con il vostro sì. Sembra eccessivo finché non pensate a come si approva nella realtà: in fretta, al decimo avviso della giornata, magari fuori dall'ufficio. Per le azioni in cui un errore costa troppo, è meglio che il pulsante non esista.
Un controllo sui dati sensibili in uscita. Duet esce con un classificatore dedicato che controlla ogni messaggio: rifiuta di condividere numeri di carta e documenti d'identità, e lascia passare dati sanitari o finanziari solo se gliel'avete chiesto esplicitamente. Un agente che legge la posta e scrive a nome vostro decide di continuo dove vanno le informazioni, e questo controllo serve proprio lì.
Due cose che l'annuncio non chiarisce
Chi scrive il riepilogo che approvate. Un agente che ha letto una mail con istruzioni nascoste potrebbe descrivere in modo innocuo un'azione che non lo è. Per questo conta se la schermata di conferma la compone l'agente con le sue parole o il sistema a partire dai dati reali dell'azione. L'annuncio dice che Duet vi mostra esattamente cosa sta per fare, ma non dice come; Anthropic promette più dettagli sulla sicurezza nei prossimi giorni. Prima di collegarci la contabilità, li aspetterei.
Dove finiscono i dati. L'agente lavora su una macchina virtuale di Anthropic, sulle app che collegate. Per un'azienda italiana la domanda su dove passano mail e fatture, e con quale ruolo privacy per il fornitore, è la prima da fare, non l'ultima. Nell'annuncio non c'è risposta, e non provo a indovinarla.
La proattività ha un costo
Un dettaglio onesto dell'annuncio: Duet controlla gli account ogni qualche ora e non di continuo, perché un controllo continuo consumerebbe troppo in fretta i limiti del piano. I controlli in background contano nei limiti, e i compiti grossi, come un modello finanziario o una presentazione, ne consumano di più. Un agente che tiene d'occhio le cose costa anche quando non trova niente: conviene decidere poche cose da sorvegliare, e bene.
Come l'ho impostato io. Uso ogni giorno un assistente costruito su Claude Code, e i principi sono molto vicini a quelli di Duet. Gira in una sandbox isolata. Le azioni che non si annullano (merge sul ramo principale, deploy, invii a terzi, pagamenti) passano da un approvatore separato, che mi manda su Telegram un riepilogo con due pulsanti, Approva e Rifiuta. Ha una memoria su git che ogni notte viene riordinata e che approvo io. Le credenziali non passano mai dalla chat, e mail e pagine web le tratta come dati, mai come istruzioni. Da solo fa i lavori pianificati: l'audit dei miei siti e il controllo del mattino. Non è infallibile: ogni tanto capisce male una richiesta o insiste su una strada sbagliata, e va corretto. Proprio per questo il pulsante di conferma sta dove sta.
Quando serve e quando no
Duet ha senso se la giornata è fatta di posta, calendario, fatture e strumenti SaaS diffusi, e se vi sta bene che l'agente giri su un servizio gestito. Due limiti pratici, però. Gli esempi dell'annuncio sono quasi tutti strumenti americani (QuickBooks, Gusto, Docusign, HubSpot): se esistono connettori per il vostro gestionale o per la vostra fatturazione elettronica va verificato caso per caso nel marketplace. E per ora dall'Italia non si prova.
Un agente su misura ha senso quando deve lavorare sui vostri server, sul vostro codice o sul vostro gestionale, quando le regole su cosa approvare devono essere le vostre, o quando dovete sapere con precisione dove passano i dati.
Non serve nessuno dei due se il processo non è ancora definito. Un agente che automatizza il disordine produce disordine più in fretta, e in più vi chiede conferma ogni volta.
Del confine fra approvare un'azione e proteggere un dato ho scritto anche a proposito di Laravel AI SDK. Se volete capire quali passaggi della vostra azienda si possono affidare a un agente e dove va messo il pulsante di conferma, è il lavoro che faccio nelle consulenze di automazione AI.